- PEDOFILIA: INDAGATO PARROCO IN ALTO ADIGE PER FOTO SU PC
Diocesi di Bolzano:
don Peter Gschnitzer
BOLZANO, 8 OTT – E’ indagato dalla procura di
Bolzano con l’ipotesi di reato di detenzione di materiale
pedopornografico il parroco di Castelbello in val Venosta, Peter
Gschnitzer, 56 anni. Sul computer e nell’appartamento del
sacerdote sono state trovate numerose foto.
Il caso e’ stato scoperto da un tecnico informatico. A fine
settembre, il prete aveva portato il suo pc in laboratorio per
farlo riparare. Sul disco fisso il tecnico avrebbe trovato vari
file con immagini pedopornografiche ed ha subito informato le
forze dell’ordine. E’ seguita una perquisizione
nell’appartamento del parroco, dove sarebbero stati trovati una
decina di album fotografici sempre con lo stesso tipo di
immagini. L’inchiesta dovra’ ora stabilire se queste foto sono
state oggetto di scambi.
Si tratta del terzo presunto caso di pedofilia nella diocesi
di Bolzano nel giro di poco tempo. Lo scorso aprile il sacerdote
bolzanino di 44 anni, Don Giorgio Carli, era stato condannato in
Corte d’Appello a Bolzano a 7 anni e 6 mesi di reclusione per
violenze sessuali nei confronti di una sua parrocchiana,
minorenne all’epoca dei fatti. Don Hansjoerg Rigger, ex decano
dello Studio Teologico Accademico di Bressanone, era invece
stato condannato lo scorso novembre a Siracusa a un anno e mezzo
di reclusione per foto pedofile su internet. (ANSA).
Stessa Diocesi di Bolzano,
Don Giorgio Carli:
Pedofilia, condannato in appello don Giorgio Carli
Bolzano, 17 apr. Sette anni e mezzo di reclusione e 500 mila euro di risarcimento alla parte lesa (la ragazza che lo ha accusato a seguito dei ricordi emersi dopo una lunga psicoterapia); 100 mila euro di risarcimento ad ognuno dei genitori; 60 mila euro di rimborso per le spese di costituzione di parte civile; interdizione perpetua dai pubblici uffici. Questa, la condanna inflitta dalla Corte d’Appello di Bolzano, dopo 8 ore di camera di consiglio, a don Giorgio Carli, riconosciuto colpevole di violenza sessuale continuata nei confronti di una sua parrocchiana che, all’epoca dei fatti, aveva 9 anni. La sentenza ribalta quella di primo grado, che aveva assolto il sacerdote.”Si tratta di una sentenza coraggiosa che fa giustizia”, ha detto l’avvocato della parte civile, mentre ‘’sconcertati” si sono dichiarati, invece, i due legali della difesa. La Curia vescovile di Bolzano e Bressanone, in un asciutto comunicato afferma: ”E’ con grande tristezza che apprendiamo della condanna di don Giorgio Carli. I difensori – dice la Curia – hanno gia’ preannunciato il ricorso in Cassazione”.http://www.padovanews.it/content/view/30900/101/
Stessa Diocesi di Bolzano:
Don Hansjoerg Rigger
SIRACUSA (15 novembre) – Arriva la prima condanna per la vasta operazione del Nucleo investigativo telematico della Procura della Repubblica di Siracusa contro la pedofilia denominata Video privè, che nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale.
Il tribunale di Siracusa ha condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, e a duemila euro di multa uno dei tre sacerdoti indagati, don Rigger Hansjorg, decano dello studio teologico accademico di Bressanone, dove è professore ordinario di Nuovo testamento e Sacra scrittura. Il sacerdote dovrà anche risarcire l’associazione Telefono Arcobaleno, parte civile nel processo. Il Tribunale, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e del sostituto Antonio Nicastro, ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato e la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute nell’abitazione dell’imputato.
L’operazione aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia. Il sito conteneva filmati di abusi sessuali, maltrattamenti e torture nei confronti di bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni. Le indagini del Nit permisero di identificare 186 italiani che avevano una password d’accesso.
Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, Giovanni Arena, presidente di Telefono arcobaleno, l’associazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sull’infanzia, parte civile al processo. «Non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede – ha detto Arena – se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l’umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente».
http://www.ilmessaggero.it/articolo….=HOME_INITALIA
http://dalpaesedeibalocchi.blogspot.com/2008/10/bolzano-8-ott-e-indagato-dalla-procura.html

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Sul giornale Alto Adige di oggi, pag. 17, si può leggere una stupefacente dichiarazione di don Karl Golser, uno dei possibili successori del defunto vescovo Egger alla guida della diocesi di Bolzano.
Il prete lamenta la violazione del segreto istruttorio e fa ricostruzioni fantasiose, che non tengono conto dei 10 album con immagini pedopornografiche trovate a casa del prete: “mettiamo che il computer della parrocchia fosse stato accessibile anche ad altre persone… E in ogni caso a volte il segreto istruttorio andrebbe mantenuto. È chiaro che la notizia di questa indagine avrà ampio rilievo e quindi in ogni caso resterà un’immagine che non è conciliabile con la figura del sacerdote”.
Commenta il giornale: la Procura, insomma, secondo Golser avrebbe fatto meglio a non rendere note le generalità dell’indagato,
Poi don Golser attacca la magistratura sul caso don Carli: “accusa tutta COSTRUITA sui ricordi di una ragazza”
Il giornale ricorda che nel processo che ha visto la condanna della Corte di Appelo per don Giorgio Carli il procuratore capo Cuno Tarfusser era arrivato a parlare di «ambienti omertosi» riferendosi proprio alla Curia.
pincopallino2 - Ottobre 9, 2008 at 12:47 pm
Cosa ci si poteva aspettare da don Karl Golser. Come al solito, non spendono MAI una parola per le vittime, ma quello che più fa rabbia è il non voler mettere in dubbio che don Peter Gschnitze possa essere colpevole dei reati che si stanno profilando. Il DUBBIO…neanche lo dovrebbe avere il DON. Che si tengono album pedopornografici in casa per studio?
Io lo immagino benissimo lo studio che si faceva la sera il caro DON.
Comunque, sarà la magistratura a darci ragione, e da un presidente di un associazione sullo studio della morale, quale è don Karl Golser, cosa ci si poteva aspettare?
Gli “insospettabili” diventerà la nuova maschera di carnevale
dalpaesedeibalocchi - Ottobre 9, 2008 at 5:51 pm